sometimes, deep rest is best
as seen on TV!

 





May
7th
Wed
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te lo do io il "Corollario"

paulthewineguy:



Paolo Nori - Bassotuba non c’è.

Un solo appunto. Eio scrive uguale-uguale a lui. Dovrei dire che gli rende omaggio, che fa più figo. Ma anche no. Quindi se comprate il libro disicrivetevi dal suo blog. E da quello di Stark. E da questo. Io vi ho avvisato, eh.

cos’è, la blogosfera scopre solo ora che eìo è un plagio del Nori dei (bei) tempi che furono? eìo s’è fatto la fortuna, a copiare Nori. chissà cosa pensa, il Nori dei (bei) tempi che furono, di questa cosa. furbo, eìo. gli puoi dire tutto, fuorché che non sia furbo, lui, che è buono con tutti.

[Nori, e quel tocco di emilianità che si ritrova anche in Cornia, in Colagrande, ecc. ecc.]

la cosa che infesta il pensiero, riguardo al Nori dei tempi che furono, è che c’è un mucchio di lettori deficienti che prende Nori per uno che fa ridere ed è simpatico ed utilizza il gergale per rivestire la contemporaneità di se stessa - ma in fondo, pensano dentro di sé, questo è uno che non parla di un cazzo e si sta leggeri a leggerlo. che è come la Kinsella: uno se lo legge, Nori, ci fa due risate sul water, ahé, fiondare, fico, che tanto sono manabili, i libri, e poi tiene le coste dell’einaudi stilelibero uno fianco all’altra e ci fa più figura che quei parallelepipedi paperback che sanno di vacuità ed aperitivo in provincia.

Nori che invece ha(aveva) un pensiero forte e sotterraneo, in un certo senso filosofico, anche, e terricciamente disperato, e un temperamento di immersioni ed emersioni continue, ostinate.

e quell’emilia letteraria, che ora si è asciugata e si trascina e a fatica, girava attorno alla semplicità (il semplice era la rivista che Cornia e Cavazzoni e Benati e Celati e i Gianolio eccetera) come metro linguistico e di pensiero per pensare le cose e pesare le parole, che poco spartisce con l’orizzonte della civiltà intellettualmente precaria che oggi, tipo eìo insomma, storpia quella semplicità rendendola macchiettismo e puro. esercizio. imitativo.

[poi vabbé, finisci per scrivere una rubrica su qualche giornale, ma non sono sicuro che ce l’abbia ancora, la rubrica]

favola della buonanotte, di Bruno Munari:

Quando qualcuno dice:
questo lo so fare anch’io,
vuol dire
che lo sa rifare
altrimenti
lo avrebbe già fatto prima.

insomma, una volta va bene. due, passi. però ora si esagera.



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