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as seen on TV!

 





Apr
21st
Mon
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in principio era l'azione

una cosa che la sinistra italiana sembra aver perso completamente di vista è il capitale concetto di problema: cardine della riflessione deleuziana, il concetto di problema si costituisce come ciò che è dato in quanto tale, ovvero una sorta di domanda che gli elementi in gioco generano da sé, senza alcuna necessità che un soggetto supposto tale li intenzioni in quanto “dati” del problema [*] - in questo senso, gli automatismi complessi e le interazioni tra oggetti sono sufficienti a Deleuze per non invischiarsi in qualcosa che non sia più che una meccanica dei corpi e delle interazioni tra essi.

tipo:

dato un problema come quello dell’immigrazione, esistono più soluzioni, soluzioni di destra, soluzioni di sinistra. non è che uno può rimuovere il problema dicendo che, be’, no no no, quello non è un problema di cui la sinistra possa farsi carico. il problema resta, la domanda incombe e intanto si perdono le elezioni.

comunque.

a proposito di problemi che restano sempre quelli mentre sono le risposte a variare nel corso dei secoli e delle formulazioni, mi sono sempre chiesto[**] quale potesse essere il suono dell’origine dell’universo.

so che il cosmologo mi direbbe, poiché siamo nel vuoto, non sentiresti alcunché. ma dal momento che la cosmologia dà della cosmogonia una visione alquanto approssimativa - e contemporaneamente assolutamente affascinante e permeabile all’inserzione di qualsiasi appendice fantascientifica -, be’, io mi sono sempre immaginato la nascita dell’universo come qualcosa che suonasse a metà tra questo:

questo:

e questo:

tre dischi talmente alieni da corrispondersi in un’unica dimensione a cavallo della fine e del principio, triplice take orgiastico (Davis) - onirico (Göttsching) - estatico (Pran Nath) dell’umano sul problema dell’Origine, un viaggio nel suono che rappresenta il trionfo del pollice opponibile, quella cosa che, unita al talento, fa di un qualsiasi oggetto d’elezione l’estensione inconsapevole del proprio sentire - tromba, chitarra o voce che sia.

tutto questo perché da stamattina sto ascoltando incessantemente questo 12” di Omar S.,

psycotic photosynthesis, uno di quei pochi pezzi techno che hanno un’anima e odorano di sacro; uno di quei pochi pezzi techno - non mi stancherò mai di amare Carl Craig per questo - che puntano dritti al cielo e danno la loro personale versione del cosmo; uno di quei pochi pezzi techno che mi ha mosso nuovamente al pensiero della trinità di cui sopra, arrivando a lambire le coste di E2-E4 in termini di visione, qualcosa come il terzo occhio del 2008.

[*] da questo punto di vista, ogni cosa costituisce problema, inteso quindi come stimolo -o, complesso di stimoli, in cui ogni elemento è a sua volta un complesso di stimoli e così all’infinito-, dicevo, come stimolo ad agire. azione che equivale dunque a rispondere, risolvere il problema.

[**] mi sono anche sempre chiesto per quale motivo, quando si fa il bucato con un copripiumino (di quelli con il buco per infilarci il piumino) e qualsiasi altra cosa, indipendentemente dalla disposizione iniziale dei panni nella lavatrice, ogni cosa, persino un lenzuolo anche più grande del copripiumino, un paio di jeans, magliette varie, eccetera eccetera, dicevo, mi sono sempre chiesto per quale motivo ogni cosa finisca sempre all’interno copripiumino.



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