Gennaio 11, 2012

ogni mese si accresce l’elenco delle parole che non riesco a tollerare; è proprio una fuga, quella messa in atto dalla mia sensibilità e dal mio raziocinare, come lumaca ritrae antenne. si cita moretti e si dice - si abusa del - «le parole sono importanti»; capiamoci: non perché ci siano delle parole più corrette di altre a seconda del contesto, ma perché le parole non sono che il prodotto del parlante, sono espressione di una sua qualità interna - morale, mentale, percettiva, eccetera. e dunque, a parola sgradevole, a espressione sgradevole, si accompagna una persona che, per qualche tratto della sua personalità, mi risulta spiacevole; come i dettagli per cui si dice peccato però, finiti in una buona foto, che si mangiano tutta l’inquadratura, rendendo la foto brutta, e inavvicinabile.

[comunque, la parola del momento è “prezioso”, specie in locuzioni quali “libro prezioso, riflessione preziosa, suggerimento prezioso”. finisce spesso in bocca a femmine trenta[*]/quaranta, che fanno del “noi donne” una questione vitale, di quelle in coda allo spazio oberdan - la virgi, la cami, la ludo -, con un’idea della sessualità criptocattolica, e che il maschio e la femmina nati uguali sono, ma poi pretendono, parlandone all’ape con le amiche bene: il messaggino il giorno dopo la scopata è d’obbligo. donne come questa, insomma].

[*] a latere: generalmente le trentenni sono figlie di queste signore.

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