Dicembre 14, 2011
si stava peggio quando si stava peggio.

per chi ancora, come me e vittoria, si stranisce che quando si dica premier non si parli più di berlusconi, ecco un esempio a caso di cosa, finalmente, ci si aspetterebbe da un premier/ministro dell’economia, almeno in termini di fermezza, rigore e chiarezza.

interessante anche la risposta relativa all’impraticabilità, hic et nunc, di una qualsiasi patrimoniale, risposta che andrebbe riportata a tutti coloro che, per calcolo politico, dicono che questo sia solo - e magari in parte lo è anche; ma non vedo dove sia il problema (cfr. scalfari qualche tempo fa a l’infedele di lerner) - un “governo delle banche”.

interessante, dico, per un risvolto di natura filosofica: come tassare un patrimonio che è per sua natura volatilizzabile perché digitalizzato? è necessario renderlo inamovibile. e per renderlo tale è necessario fotografarlo; e per poterlo fare occorre documentare.

“sans papier” non si è da nessuna parte, come dicono i miei amici antropologi e come sa bene chi si occupa di migranti. interessanti ricadute, dunque, di natura filosofica sulla necessità dell’esistenza di un calco/documento che sia traccia ineludibile di un passaggio: se il calco non esiste, come individuare l’esistenza? curioso, l’esistenza allora non indica che un passato - più che altro: ogni percezione indica non un presente, ma un passato che è stato, più o meno tale, dal bosone di higgs alle novae. cosa per cui vorrei capire chi possa ancora parlare di soggetto che siamo, e non di soggetto che in ogni istante arguiamo si sia stati.

(uno e due: non li ho letti, ma credo si parli anche di queste cose).

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