Dicembre 14, 2011

- e quindi dici che miracolo a le havre è un bel film…
- be’, sì, non so se conosce gli altri film di kaurismaki, ma anche in questo caso ha quel tocco leggero e vagamente surreale…
- ah, quindi è un film con un’atmosfera kafkiana.
- be’, ho detto surreale, non paradossale.
- ma allora è un film drammatico.
- no, non è un film drammatico, è una commedia.
- eh no! noi non vogliamo andare a vedere uno di quei film come natale sul nilo! giusto, mahmoud?
- [distratto] sì, sì.
- ma no, signora, è una commedia, non un film comico.
- ah. ma quindi non si ride?
- be’, sì, ma più che altro si sorride, se ha presente la differenza.
- mmmm. maaaa, senti, e cosa mi dici di pina 3d?
- ma, guardi, a me non è piaciuto; è un’agiografia pessima e incompleta; e poi non so, se lei ha mai visto uno spettacolo di pina ba___
- no perché una mia amica mi ha detto che lei era una ballerina bravissima e proprio la cosa bella del film, che la mia amica mi ha detto vallo a vedere, perché lei forse non lo sa ma era una ballerina, una ballerina che adesso è morta, ed era molto brava perché proprio guardandola, ecco, devi andare a vedere il film mi dice la mia amica perché ti trasmette delle emozioni molto belle, molto forti, molto, molto___
- emozionanti?
- ecco, sì, emozionanti.
- signora, mi tolga una curiosità, ma lei l’ha visto il nuovo woody allen?
- ah sì, l’ho visto l’altra sera!
- e come l’ha trovato, le è piaciuto?
- bellissimo!
- eh già, immaginavo le fosse piaciuto.
- perché? comunque, sì, e poi parigi è stupenda.
- già, ha ragione. comunque ora la saluto che devo andare.
- grazie eh, arrivederci!

[dialogo effettivamente verificatosi tra me e una cinquantenne “se non ora quando” milanese qualche sera fa di fronte al cinema apollo; la signora era accompagnata da un “amico” tunisino ben più giovane, da un vanity fair e l’immancabile repubblica che spuntava dalla borsa, nonché da gioiellame leggermente oversize; e ciò che l’uno riceveva in termini di vantaggio economico - ci mancherebbe altro lascia stare sei mio ospite chissà come si mangia bene al tuo paese di’ la verità - e un aiuto quando necessario - non fare complimenti se hai bisogno di qualcosa non hai che da domandare, anzi lascia detto a pilar se non mi trovi in casa -, l’altra riceveva in termini di ritorno narcisistico africanista e, molto probabilmente, di orgasmi plurimi; e lo vedo anche, il marito, appena ritornato dall’ufficio, mentre si scalda gli “spinaci filanti” quattro salti in padella, sfogliando l’ultimo numero di internazionale, su cui un post-it della moglie rammenta che, tesoro, sono al cinema ma torno presto!!! , un post-it prontamente derubricato dalla memoria a breve termine, perché lui era lì a rammaricarsi, come ogni volta, che non ci fosse più la rubrica della posta di milana runjic, e chissà perché l’hanno tolta, che lui l’aveva pure conosciuta una volta a cena da un suo amico - e lei sì, che aveva avuto degli argomenti interessanti di cui discutere, quella sera stessa, a cena, ma anche dopo, prima di ritornare a casa in tassì].

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