stanotte vado a dormire con i visionari dieci minuti finali - e l’uso magistrale della luce e del colore e il miglior bruegel a ritrarre il ciarpame delle umane genti (ancora qui a interrogarsi sulla trascendenza quando è chiaro, in un film così vicino al nietzsche dello zarathustra, da dove poi abbia origine ogni nostro male) - del faust di sokurov: che potenza… siamo sempre lì: da vedere in accoppiata con von trier, senza dubbio.
dovrei rivederli entrambi, soprattutto melancholia, che sono passati quasi quattro mesi.