sometimes, deep rest is best
as seen on TV!

 





May
29th
Thu
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edt:  Sasha @ Richard Kernsu vbs.tv, una tv online di cui Spike Jonze è il direttore artistico(!), hanno uno show chiamato “shot by kern”, dove kern è, appunto, Richard Kern e, come si può intuire, in quanto fotografo, Richard Kern viene ripreso mentre chiacchiera facendo foto; il penultimo episodio è proprio dedicato a Sasha Grey, ma non so se sia la stessa sessione di posa da cui poi arrivino le foto di Vice Magazine, foto di cui una è quella qui sopra, ribloggata da edt - la migliore, forse, del lotto.sta di fatto che lei, a me, piace, ci posso fare niente; sono secoli che non vedo una pornostar che rientri così -tanto- nei miei canoni estetici. già già.

edt:

Sasha @ Richard Kern
su vbs.tv, una tv online di cui Spike Jonze è il direttore artistico(!), hanno uno show chiamato “shot by kern”, dove kern è, appunto, Richard Kern e, come si può intuire, in quanto fotografo, Richard Kern viene ripreso mentre chiacchiera facendo foto; il penultimo episodio è proprio dedicato a Sasha Grey, ma non so se sia la stessa sessione di posa da cui poi arrivino le foto di Vice Magazine, foto di cui una è quella qui sopra, ribloggata da edt - la migliore, forse, del lotto.
sta di fatto che lei, a me, piace, ci posso fare niente; sono secoli che non vedo una pornostar che rientri così -tanto- nei miei canoni estetici. già già.


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May
28th
Wed
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Pork and Beans (via wired)

meta meta meta, mi viene da dire.

-il pezzo non è niente di che. gli weezer a quanto pare si divertono, però. il dramatic chipmunk sarà sempre il mio preferito. 



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May
26th
Mon
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milano due secondo tarkovskij

(è a Taiwan) 

From what I can gather online, this place was built in the 70s as a resort but was later abandoned. I couldn’t find any definitive explanation about why exactly it was abandoned, however. There’s some talks about failed partnerships and/or real estate bubbles. Apparently the location is too hot in the summers and too cold in the winters. The fiberglass shells of these houses certainly don’t help with insulation. I also couldn’t find out whether they were ever occupied in any capacity. 

yusheng (intero set su flickr) - via scott hansen.

Sul genere LaZona c’è anche un pool su flickr, qui



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May
21st
Wed
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gomorra

gomorra invece l’ho visto, oggi pomeriggio, prima di debilitarmi a casa per via di una sindrome influenzale [amo molto la parola e il concetto ivi contenuto, di sindrome, un fascio di cose, di sintomi, che acquistano un nome, ma di cui se ne accetta l’instabilità, in particolare la fallibilità della designazione]. Garrone, ringrazio Zapru che mi fece scoprire la fisica del suo cinema, con l’imbalsamatore. di gomorra che vuoi dire, non dici niente.

però, diciamolo, che mi ha colpito?

il Quartiere come la Zona, Territorio per muffe e sottoscala e panni sporchi e acqua e fango dappertutto e ruggine e diserbante e ferro e colpi e passi a distanza, gomorra scorre sotterraneo, sottoterra; all’aperto non c’è spazio e il cielo, se c’è, è una cava e una discarica; o una palude. a un certo punto, un punto che non svelo, don ciro fugge, una cosa che vuole farla finita con, fugge di corsa come potrebbe fuggire qualcuno con la bombola dell’ossigeno dimenticata a casa. la macchina da presa lo segue e lo stacca sulla distanza, l’uomo risale una stradina in pendenza, una traversa inghiottita tra i cementi, e più sopra c’è una tangenziale, una via a grande percorrenza, non so, una strada e dei palazzi e degli alberi e delle luci e tutto sembra come lo riconosciamo, cioé, normale, un cazzo di viale certosa alle sette di sera e il traffico e i clacson - e solo lì ti accorgi con stupore e tremore che è l’unico momento, lo giuro, l’unico momento in centotrentaminuti che riesci a tirare il fiato.



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non pensarci (neanche, d'andallo avvedere)

il film, con mastandrea che fa ronn moss, - cristosanto, sembra perso in una fiction, mastandrea, da che è dieci anni che sembra sempre un figlio di Culicchia - è brutto forte.

stasera mi sono perso il nuovo Garrone per un film così orrendo, ma così orrendo che non vale neanche la pena parlarne. io non so kekkoz e ohdaesu che ci abbiano visto, non lo so proprio. Virzì, con tutti i difetti del film di Virzì - la scena del resuscito della madre morta nooooo, o sei Bellocchio e stai in un film di Bellocchio oppure lascia perdere, ma lascia perdere proprio -, be’, Virzì era bbbello. mica ti giravano. altro che. e c’ha pure una colonna sonora, il film di ronn moss, che ci stanno tre pezzi a ripetizione e uno, toh, è chopin. chopin! CHOPIN! e hai detto tutto.



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May
15th
Thu
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a proposito delle ristampe di Model 500


ammesso l’assunto di qualche post fa, ovvero che

non esiste musica degli anni ‘50 ‘60 ‘70 eccetera, ma esistono suoni vecchi e suoni nuovi, suoni degli anni ‘50 ‘60 ‘70 eccetera legati all’evoluzione tecnica dei modi per produrli

[virgola]

il rullante della 808, la drum machine utilizzata nella prima wave della detroit techno (Model 500/Juan Atkins, appunto, ma anche Derrick May e Kevin Saunderson, per dire), suona proprio veeeeeeecchio.

[cfr. Model 500, the chase (smooth remix)]

EDIT: mmm, o forse è solo una questione di utilizzo, a scimmiottare l’uso che viene fatto del rullante analogico nel rock - lampante poi in the chase



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May
14th
Wed
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ora ho scoperto cosa non va nelle luci della centrale elettrica...

…avendo letto solo ora il numero di BlowUp incriminato:

Babsi Jones e i Wu Ming! Stampalternativa! molto di quello che esce per Minimun Fax!
Genna, Genna ci va bene, Genna viene pure citato in un altro punto dell’intervista (lamentandosi della situazione politica, sociale, eccetera italiana “E in televisione non ci sono di certo Mario Monicelli o Giuseppe Genna” - eh?) ed è pure un suo amichino su myspace.
intervista che è un’altra perla del lucciola-pensiero, tipo, quale pensi sia il tuo pubblico ideale? Sicuramente i precari del lavoro, i precari dei sentimenti, i precari dei futuri, insomma gli instabili; oppure: quando l’anno scorso sono fuoriuscite da me un po’ di canzoni

sbonk.

Babsi Jones è la chiave di lettura che mi mancava.
Babsi Jones, cazzo, Babsi Jones.
Babsi Jones.
Babsi Jones.
cazzo. 



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May
12th
Mon
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maisuccesso:  
strelnik:   Le luci della centrale elettricaVascoBrondi (chitarre comprate a rate e corde vocali infiammate)  | Blow Up #120 
  io mi chiedo perché, uno che riesce a suonare discretamente interessante, debba sputtanarsi completamente con dei testi così. uno non fa in tempo a digerire i Baustelle, per via della loro didascalica ennui, che ne spunta fuori un altro sfruttare, e i cantautori sono la specie peggiore, sfruttare, dicevo, il comunitarismo giovanile (morto il comunismo se ne fa un altro), il senso di appartenza sacrificato ad un polygen adolescente, giovani di cui il blogger musicale è in un certo senso il prototipo. pare ci fosse la necessità di un cantautore che non si vuole impegnato, per definizione, e che cantasse gli acciacchi dei twentysomething, perché pare veramente al twentysomething di aver da sopportare dei dolori inenarrabili in cui al concetto di Natura Matrigna si è sostituito quello di Anni Zero (postatomico patetico plastico esistenzialismo). mi è difficile trovare qualcuno che riesca a colorare con la stessa spocchia veemente la parola cazzo nei propri testi, nella sublime sintesi del niente di un verso come Cosa racconteremo, ai figli che non avremo, di questi cazzo di anni zero?
li odio, i miei coetanei che non compendiano la bellezza di esser padri e madri. li odio e non ho compassione, i miei coetanei che annegano nello stereotipo dell’adolescente complicato, siano essi i numeri primi di paolo giordano, gli esclusivissimi wayfarer del salone del mobile o la rabbia giovanilistica di questa lucciola nella centrale elettrica - cui però potrei concedere il beneficio del dubbio, qualora in futuro; ma per come se la prende qui, temo che il compiacimento gli abbia già divorato il (nero) cuore.
per chi, comunque, ancora non sa che già non ne può più, e quantomeno in nome di una documentaristica e sociologica curiosità, si legga il blog o il myspace; e pfui! a blow up: ormai saccheggiata in più pagine dell’instant-hitting nostrano grazie ai preziosi contributi degli egokidders pardo e palazzo e dell’Incapabile Orecchio di marina pierri, gli dedica pure la copertina.
ma ciò che più mi fa incazzare, sopra tutto, è la necessità del gregarismo, divenuto gregariato di massa.

maisuccesso:

strelnik:

Le luci della centrale elettrica
VascoBrondi (chitarre comprate a rate e corde vocali infiammate)

| Blow Up #120

io mi chiedo perché, uno che riesce a suonare discretamente interessante, debba sputtanarsi completamente con dei testi così. uno non fa in tempo a digerire i Baustelle, per via della loro didascalica ennui, che ne spunta fuori un altro sfruttare, e i cantautori sono la specie peggiore, sfruttare, dicevo, il comunitarismo giovanile (morto il comunismo se ne fa un altro), il senso di appartenza sacrificato ad un polygen adolescente, giovani di cui il blogger musicale è in un certo senso il prototipo. pare ci fosse la necessità di un cantautore che non si vuole impegnato, per definizione, e che cantasse gli acciacchi dei twentysomething, perché pare veramente al twentysomething di aver da sopportare dei dolori inenarrabili in cui al concetto di Natura Matrigna si è sostituito quello di Anni Zero (postatomico patetico plastico esistenzialismo). mi è difficile trovare qualcuno che riesca a colorare con la stessa spocchia veemente la parola cazzo nei propri testi, nella sublime sintesi del niente di un verso come Cosa racconteremo, ai figli che non avremo, di questi cazzo di anni zero?

li odio, i miei coetanei che non compendiano la bellezza di esser padri e madri. li odio e non ho compassione, i miei coetanei che annegano nello stereotipo dell’adolescente complicato, siano essi i numeri primi di paolo giordano, gli esclusivissimi wayfarer del salone del mobile o la rabbia giovanilistica di questa lucciola nella centrale elettrica - cui però potrei concedere il beneficio del dubbio, qualora in futuro; ma per come se la prende qui, temo che il compiacimento gli abbia già divorato il (nero) cuore.

per chi, comunque, ancora non sa che già non ne può più, e quantomeno in nome di una documentaristica e sociologica curiosità, si legga il blog o il myspace; e pfui! a blow up: ormai saccheggiata in più pagine dell’instant-hitting nostrano grazie ai preziosi contributi degli egokidders pardo e palazzo e dell’Incapabile Orecchio di marina pierri, gli dedica pure la copertina.

ma ciò che più mi fa incazzare, sopra tutto, è la necessità del gregarismo, divenuto gregariato di massa.



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May
8th
Thu
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e io che mi pensavo che la vita del blogger fossero tutti fiorellini. fossero, cazzo.

catastrofe:

mm1:

catastrofe:

mm1:


ci sarà mica qualcosa di peggio sotto?
tipo, un libro di eìo in arrivo?

Ma pare evidente solo a me, o quantomeno altamente probabile, come Eio sia ben bluinstradato per la Mondadori?

dici?
c’hai la talpa?
parla, catastrophe, parla, sciorinaci sapienza ;)

Nessuna talpa, né voce di corridoio o accenni criptici colti in chissà quale scritto - è una mia semplice previsione, basata su alcune considerazioni elementari che riguardano il suo blog, i Fincipit e l’Accalappiacani. Anzi, trasformiamola pure in una scommessa: dico che entro due anni a partire da ADESSO eio pubblicherà qualcosa per Strade Blu della Mondadori (poi eio mi fregherà pubblicando per la feltrinelli, lo so).

 aaaah, una supposizione.
allora ti sfido a singolar tenzone: te, feltrinelli e mondadori; io, rizzoli, tipo 24/7, o bompiani.
ok?
ok.



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e io che mi pensavo che la vita del blogger fossero tutti fiorellini. fossero, cazzo.

catastrofe:

mm1:


ci sarà mica qualcosa di peggio sotto?
tipo, un libro di eìo in arrivo?

Ma pare evidente solo a me, o quantomeno altamente probabile, come Eio sia ben bluinstradato per la Mondadori?

dici?
c’hai la talpa?
parla, catastrophe, parla, sciorinaci sapienza ;) 



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