Vista da qui, il fatto che a ogni esame di maturità nei temi vengano scoperti imprecisioni ed errori, non è altro che la verifica puntuale della regola cluetrainiana per cui il miglior manipolo di geni chiuso in una stanza isolata non può battere per precisione, competenza e idee una qualsiasi mediocre comunità web di sufficiente ampiezza e partecipazione.
Il che equivale anche a dire che il miglior dipartimento di product marketing composto dai migliori talenti sul mercato non può costruire un prodotto migliore di quello disegnato ascoltando e conversando con i propri clienti.
[mini]marketing: Ne sapremo sempre una più di voi [il blog del marketing minimale] (via maisuccesso)
mi verrebbe da dire due cose a riguardo:
1. fa inorridire l’idea che “una qualsiasi mediocre comunità web” possa fare le pulci a un manipolo di geni: più semplicemente, il manipolo non era proprio di geni, nel caso di Montale et coetera. la comunità web, al contrario, è mediocre per definizione, proprio perché raccoglie una fetta della popolazione standard. allora, è perfettamente normale che in una comunità ci sia il singolo sovraculturato rispetto alla media che si accorge dell’errore - che poi, nel caso specifico di Montale, non mi pare di aver letto che l’errore sia stato scovato da un blogger o affine. insomma, sta sempre al singolo e fin qui nulla di nuovo: se la comunità intellettualmente mediocre disquisisce quotidianamente tipo catepol o sw4n, hai voglia Montale… tuttalpiù alla rete concediamo benissimo l’amplificazione dell’effetto portinaia, ma sai che concessione.
2. ricordatevi sempre la homermobile[*].

ovvero, dalla mediocrità deriveranno sempre idee mediocri. fatevene una ragione. variazione sul tema dell’adagio nicciano sulla potenza del contagio e sul rovesciamento del giudizio di valore, su cui secoli fa scrissi un post per blogdiscount, che ancora mi vado a rileggere da tanto che è scritto bene.
3. il reblog da maisuccesso arriva da un sito dedicato al marketing; l’accostamento tra i due casi (i due paragrafi quotati qui sopra) è assolutamente fuori fuoco. parlare con i clienti non significa che siano i clienti a elaborare l’idea - l’homermobile è sempre alle porte. significa solo, fare indagini di mercato; ovvero, ehi!, cosa ti piacerebbe avere nella tua auto? se la risposta è, un televisore incorporato nei sedili per far stare zitti i figli e magari una psx interna, be’, si può fare, grazie del suggerimento; se la risposta è, una bambola gonfiabile al posto dell’airbag, no, siamo spiacenti, proprio no.
4. si insinua sempre più l’idea che sia il consumatore non tanto a dirigere i consumi, cosa che si può dare per buona esattamente al 50%, quanto a dirigere la produzione e creazione dei prodotti e delle idee, come se poi dietro alle scrivanie ci fossero delle scimmie ammaestrate che giocano a jenga; su di esse, invece, il consumatore incide solamente per quello che, e non sono un tecnico per cui ci sarà sicuramente un termine inglese migliore, possiamo chiamare feedback, la risposta all’input costituito dalla produzione e dalla creazione (di prodotti, di idee, ecc.) che sta saldamente, grazie al cielo, in mano a terzi - terzi che per essenza si ritagliano al di fuori della massa dei consumatori.
chiamiamola esaltazione della palude? chiamiamola esaltazione della palude, così evidente sul web.
esemplificativo della tendenza fu quel you che campeggiava sulla copertina del time della classifica di due anni fa: horribile dictu. non saranno le ricadute sociali di una rivoluzione(/prodotto) ad essere ricordate - quelle costituiscono semplicemente il successo di una rivoluzione(/prodotto);;; lo saranno i fatti e le idee che essa porta con e in sé[**].
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[*] per chi non la riconoscesse al volo, la homermobile (homer è, per essere precisi, il nome del modello) era l’auto progettata da homer simpson, scelto proprio perché rappresentava l’uomo comune, per l’azienda automobilistica del suo misconosciuto fratello herb: l’auto piacque talmente al pubblico che l’azienda di suo fratello fallì. qui per tutto quel che serve.
[**] leggasi: anche se venderà solo un milionesimo delle copie che avrà venduto il codice da vinci, infinite jest resterà nella storia come il primo grande romanzo del ventunesimo ventiduesimo secolo - checché ne pensi dezani (motiva, mm1. eeeeeeh, che fatica).