NEOMA: Light Asylum e James Ferraro a Milano. -
segnalo così, al volo.
[Fun Size Bytes] How to use footnotes in Tumblr. -
per flavia, ecco qua come.
certo, usare i markdown non è esattamente la cosa più intuitiva del mondo…
Le interazioni entro una società sono necessariamente confermative delle relazioni che la definiscono come sistema sociale particolare; se no, gli organismi che interagiscono non interagiscono come componenti della società che essi per altro verso integrano. È solo attraverso interazioni operativamente non definite entro la società che un organismo componente può sottostare ad interazioni che portano alla selezione, nella sua ontogenesi, di un cammino di cambiamento strutturale non confermativo della società che integra. Ecco perché la creatività sociale, come la generazione di nuove relazioni sociali, comporta sempre interazioni operativamente fuori dalla società, e necessariamente conduce alla generazione, da parte di individui creativi, di modi di condotta che o cambiano le relazioni che definiscono la società come un sistema particolare, o li separano da essa. La creatività sociale è necessariamente antisociale nel dominio sociale nel quale ha luogo. —
Humberto R. Maturana, introduzione a Autopoiesi e cognizione, 1980.
A d’uopo di travisamento (determinare con chiarezza il concetto di “relazione sociale confermativa”).
In generale ogni organismo, e in particolare ogni essere umano, può essere simultaneamente un membro di tanti sistemi sociali, come una famiglia, un club, un esercito, un partito politico, una religione o una nazione, e può operare in uno o nell’altro senza necessariamente essere in contraddizione interna. Un essere umano che opera come osservatore, tuttavia, può sempre definire un metadominio dalla cui prospettiva può vedere la sua partecipazione nei vari sistemi sociali che egli integra, e trovarla contraddittoria. La condotta di un essere umano come osservatore implica che egli stia operativamente come al di fuori dei vari sistemi sociali che egli altrimenti integra, e che possa subire in questo modo interazioni che non li confermano. Un osservatore è sempre potenzialmente antisociale. —
Humberto R. Maturana, introduzione a Autopoiesi e cognizione, 1980.
A d’uopo di chiarimento (distinzione tra dominio e metadominio, azione e cognizione della medesima).
Andrei Tarkovsky, sul set de Lo specchio.
Why do I so frequently include a levitation scene, a body rising up? Simply because the scene has a great power. This way things can be created that are more cinematic, more photogenic. When I imagine a person suspended in mid-air, it pleases me. I find myself filled with emotion. If some fool asks me why in my last film people float up in the air, I would say: “It’s magic”. If the same question came from someone with a more acute intelligence & poetic sensibility, I would respond that for these characters love was not the same thing as it was for the author of Betty Blue.
Andrei Tarkovsky
For me love is the supreme manifestation of mutual understanding, and this cannot be represented by the sexual act. Everybody says that if there is no ‘love’ in a film, it is because of censorship. In reality it is not ‘love’ that’s shown on screen but the sexual act. The sexual act is for everyone, for every couple, something unique. When it is put into films, it’s the opposite.
Evelina è andata a fare la radical chic al Macao ieri sera. —
ohibò, e lo si ammette così candidamente? Ma cos’è, il Fuorisalone in via Tortona? Sta a vedere che pure macao verrà risucchiato nella movida (brr, che parola terribile), probabilmente aerotrasportato e ricollocato in zona Garibaldi. In effetti, se se ne parla anche su Grazia…
trema macao trema, perché Milano è la cosa peggiore ti potesse succedere.
MACAO: UNA ROZZA RISPOSTA POLITICA -
A proposito del silenzio della politica, ecco un post del blog “I hate milano” che fa il sunto della non-presa di posizione ufficiale della giunta Pisapia. Ma immagino che il sindaco sappia bene, fin troppo bene, che il terreno è spinoso, parecchio spinoso. Così, a naso, direi che si stia valutando se sia possibile trovare degli spazi da concedere, cosa che creerebbe comunque non poche tensioni a Palazzo Marino, fermo restando il giudizio di illegalità sull’occupazione.
Ma è difficile pensare a un affitto ad onere del Comune con qualche forma di tutela per il proprietario o scadenza esplicita? E una raccolta fondi tramite Kickstarter?
Oggi dovrebbe esserci l’assemblea cittadina, se non sbaglio.
[EDIT] l’assemblea cittadina è fissata per le ore 20.00.
dunque, la strategia della comunicazione pare chiara: legittimare l’esperienza macao agli occhi della comunità. È quindi necessario certificare, ovvero coinvolgere nomi. E allora, dopo gli inossidabili Dario Fo, Lella Costa, Afterhours, la già citata Daria Bignardi, eccetera eccetera, cosa è meglio se non un elenco di nomi al 95% stranieri, con relative professioni scritte in inglese, così gli diamo un bel respiro europeista?
Certo è difficile legittimare qualcosa che, ancora, non esiste: è come scommettere su un puledro. Ma forse averne il pedigree autenticato aiuta.
Chissà, forse lavorare di più col quartiere e con le relazioni di prossimità effettiva non guasterebbe: diamo a macao del tempo, posto ce ne sia - in particolare nel silenzio della politica (non vorrei essere Pisapia in questo caso, comunque).
(Fonte: wmacao)
Ugo Mattei, Ordinario di Diritto Civile dell’Università di Torino, promotore del referendum sull’acqua pubblica del giugno dello scorso anno, già simpatizzante NOTAV e della “primavera italiana”, rilascia per macao un documento di diffida nei confronti del paventato sgombero della Torre Galfa, in sintesi in forza del concetto di bene comune. Un punto all’organizzazione di macao e alla celerità con cui si sono attivati.
Bisogna vedere quanto possa tale concetto, ancora non mi pare codificato in giurisprudenza nelle sue varie forme, di fronte agli articoli 614, 624, 625, 633 e 635 del codice penale.
(Fonte: wmacao)
Pare che la pagina facebook sia più aggiornata - c’è il programma di oggi, cosa che non è ancora presente sul tumblr pubblicato ora (16.00) il programma. nb. forse converrebbe pubblicarlo un po’ prima…
Intanto Cesare Alemanni, caporedattore di Studio, complice anche la vacuità dell’intervento di Bifo, si lamenta della retorica utilizzata, un linguaggio che avrebbe fatto il suo tempo. Si lamenta anche Aldo Nove su facebook per questioni diametralmente opposte, e quindi contigue - la sintesi della sua idea è: perché chiedere alla Bignardi di metterci la faccia se è proprio il sistema di cui la Bignardi fa parte che vuoi attaccare?
In realtà, il problema è un altro: la confusione è talmente diffusa, nell’assenza di gerarchie e direttivi costituiti e coordinazione continuativa, che ci si raccapezza poco. la contraddizione tra le cose che mi son state dette e riportate anche da chi partecipa ai “tavoli” è grande. E dentro c’è un po’ di tutto. Lo capisci dal lessico e dai temi delle conversazioni che ti capita di ascoltare che c’è chi lo vive come un altro CSOA e chi vorrebbe farci un Tacheles milanese (tra parentesi: non ho capito se il Tacheles sia ancora aperto o no) e chi ci va come se fosse al Mom.
Comunque, al momento chi controlla ciò che macao sia è la divisione comunicazione, ovvero l’ufficio stampa.
Ma la cosa veramente interessante è che io mi stia riconvertendo alle maiuscole.
Ma l'avrà mai veramente capito Deleuze, Bifo? -
magari qualcosa mi verrà da scrivere sulla torre galfa/macao in questi giorni, previa maggior frequentazione - e prima dello sgombero. intanto, per chi è interessato, questo è il tumblr.
un mesetto fa circa, mentre tornavo da modena in treno, ho conosciuto un ragazzo iscritto a scienze naturali che rientrava anch’egli da modena, anzi, per esettezza, dall’entomodena - che però si tiene a campogalliano. dopo un’ora e mezza di lento avvicinamento da parte sua - era attratto dal sacchetto di carta della camper - ci siamo messi a parlare e mi ha raccontato di quanto fosse bella l’entomodena e, in particolare, la disciplina fino ad allora a me ignota dell’entomologia forense. o meglio, non che credessi non esistesse, ma era una cosa su cui non avevo mai riflettuto. lui si sarebbe laureato, in entomologia forense, e mi raccontava un sacco di cose sulle larve e gli insetti post mortem con la luce negli occhi. lui, non gli insetti. poi mi ha raccontato della sua macchina preferita, di cui campeggiavano le pubblicità sulle pareti del mezzanino. suo padre l’ha chiamato spesso, all’incirca nove volte nel tragitto complessivo modena stazione - lambrate M2. sputacchiava molto. nello zaino aveva un paio di teche con dentro non so che bestie luccicanti. poi abbiamo fatto a gara a quale metro delle due arrivasse prima - io andavo verso assago, lui verso gessate. ha vinto lui. non mi ha quasi salutato, per paura di perdere la metropolitana. la sua interiezione più frequente è stata “che barba”.
e niente, non è interessante ma lo volevo scrivere comunque.

chiedete lumi al vostro analista di fiducia.
dannato sia il pensiero del mondo che preme.
[video]