Luglio 2009
10 post
dopo due anni circa dall’annuncio, la conferma ufficiale [ho visto la lista delle uscite EMI dei prossimi 3 mesi]: ristampa del catalogo dei kraftwerk post autobahn a fine settembre - in più, pubblicazione di un cofanetto contenenti tutti gli 8 album.
ma i primi 3? (I, II, ralf e florian) successivamente.
Indie artists who distribute through TuneCore can now purchase major label services from Universal on a flat-fee basis. Artists retain their rights and royalties while still benefiting from those Universal services they need, such as access to world-class recording studios and live performance help.
al link l’articolo completo (per chi non, tunecore è un portale/servizio che, per una cifra ridicola, ti permette di vendere sui siti specializzati in digital download - amazon mp3 o itunes - la propria musica).
a grande richiesta, la terza da quando ho aperto il tumblr, cioé circa due anni, ho abilitato i commenti via disqus. sono piuttosto scettico, ma vediamo.
nirvana - smells like teen spirit
l’altra sera ero in pizzeria, la pizzeria dietro casa mia dove vado di solito quando non ho voglia di cucinare -uno di quei posti tre metri per tre e le tovaglie a scacchiera. stavamo andando al cinema, al colosseo, che sono cinque minuti a piedi. be’, sta di fatto che alla radio, a un certo punto, parte smells like teen spirit: il brano mi è apparso stu-pen-do. notare che all’epoca, tra nirvana, offspring e soundgarden, io ascoltavo bauhaus, cure e joy division, per cui niente effetto madeleine (che poi nel contesto della pizzeria fa un po’ effetto muzak in ascensore, da tanto che è rubricato, quel brano, a litania sub.liminale). ok che i Novanta ritornano con prepotenza - ci mancavano i blur ad hyde park -, ma la potenza del brano m’ha risvegliato come se lo sentissi per la prima volta, mentre parlavo di rorschach e equazioni differenziali non lineari. e lì poi penso, ma che è rimasto da ascoltare, ad un adolescente incazzato? marco carta? i green day? i linkin’ park? i tokio hotel? i 30 seconds to mars? i cripple bastards? dov’è il gruppo teenage angst dal successo interplanetario? dov’è? cosa si ascolterà mio figlio che non provenga dalla mia, di adolescenza? il mainstream ha subito una virata netta in termini di femminilizzazione del prodotto musicale - dall’immagine del gruppo/frontman al “suono” in sé. se tagliamo il tronco centrale che per definizione è sempre identico a sé (ligabue, pausini, ramazzotti, zucchero, eccetera), alle ali chi ci resta? lady gaga i gruppi emo -parliamone…- madonna, che son quelli che fanno il fatturato. dall’altra parte che rimane? mi viene da dire le sole frange irredentizie dell’ Hardcore Continuum, dell’elettronica più o meno colta[*] e dell’hip-hop di confine, preso l’indie com’è esso stesso dalla frocizzazione della propria identità[**]. e il rock’n’roll? (ok, ho visto the boat that rocked). del resto, la portata rinnovatrice dell’elettronica stessa, l’influsso che ha avuto sulla popular music che va ora per la maggiore, è sempre al servizio di un femminino che detta le regole. e non siamo mica messi meglio dei ‘90. no no no. Hello, hello, hello, how low? e tra 4 ore sono in piedi.
—-
[*] è difficile che l’elettronica si sessualizzi quanto accade con il resto della musica; quando lo fa, lo fa nella propria declinazione “da ballo” e in quel caso siamo all’interno di un’ottica assolutamente “maschilista”: il corteggiamento canonizzato.
[**] non esiste a tutt’oggi un gruppo hype che non sia un gruppo “american apparel”. esistono certo i colori neutri, ma come sempre non corroborano né smentiscono alcunché.
e, quando si dice “proprio stile”, leggetevi la recensione di mark kpunk fisher del nuovo sa-ra creative partners su the wire di luglio (arrivo in ritardo ma l’ho sfogliato meglio solo ora). ho lo scanner in attesa di un dannato torx T10 da ebay per essere sistemato. quando arriva, la condivido.
nel frattempo, comprate il disco. (classificabile come, parafrasando kpunk, collapsing soul)