Maggio 2009
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http://runpee.com/ →
se c’è ancora qualcuno che guarda i film in tv, sky incluso, un neonato sito che te ne indica i momenti morti, la durata degli stessi e che cosa accade di così noioso da permetterti di andare in bagno o, mio caso, correre al frigorifero e tirare due cucchiaiate di straforo al tiramisù al mascarpone.
il database è striminzito, ma diamogli tempo.
[via lifehacker]
[FACT magazine] Richie Hawtin's 10 most ridiculous... →
ahhahaah.
un paio di notazioni sul dissonanze09
now playing: cassius, 15 again. 5 euro al libraccio per un disco che avevo sempre sottostimato. invece è una meraviglia estiva.
il: palazzo dei congressi è, a tutti gli effetti, IL posto in cui fare una cosa del genere. a milano ce lo sogniamo. in particolare, il salone e l'aula magna con un'acustica che ti vien da dire, una volta sentito un pezzo che conosci qua, a casa è meglio lasciare il disco sullo scaffale (cfr. lindstrøm).
la gggente: roma è roma e roma, per uno che arriva da milano, con il naso turato come me, significa imbattersi in orde di coatti che, se uno arriccia qui il naso per il rozzo periferico rozzanese, be',,, mi chiedo come si possa sopravvivere in una città del genere, per quella fauna. poi giri roma il venerdì mattina e capisci perché.
il cibo da strada: ad esempio, tutti magnano a tutte le ore, c'è di tutto ed è tutto enooorme. e costa pure meno.
tipo: il caffé al banco, 0,70.
o, i cornetti, zeppi di ogni cosa: che tu chiedi una brioche e ti domandano, eeeeeh? non è di roma lei, vero?
dicevo i coattoni: prevista invasione nel salone della prima giornata (larkin, timo maas, magda), così è. lo sarà anche per la seconda (garnier attira qualsiasi cosa). tu sei in mezzo alla calca per volerti ballare âme schwarz dixon in santa pace e loro no, chi spinge, "daje rigà daje!", un urto alla mia sensibilità estetica.
su questo: grandi discussioni con mm3 (grazie fla', tvtb) sull'annosa diatriba romaVSmilano.
certo: a milano, un festival del genere sarebbe stato colonizzato dall'hipster meneghino, costato il doppio, più irregimentato, preso d'assalto dalla brianza. grazie a dio è a roma, e roma, di maggio, è stupenda - l'ho già detto?
e poi, tra: il pubblico c'è di tutto, ben ripartito in base alle sale. di conseguenza ai gusti. di conseguenza trovatemi qualcuno che parla di trasversalità estetica e lo riempio di botte.
ad ogni modo, la prima serata è: deludente. al punto che rimpiangiamo di non esserci limitati alla seconda serata. la terrazza è colonizzata da minchioni senza spina dorsale dall'inizio (ad bourke e costa), gente che sopperisce alla mancanza di sostanza con sceneggiate dietro la console.
in pratica, la terrazza della: prima serata era dedicata al wonky - headliner flying lotus - ma il tutto pecca principalmente di un buon MC che dia senso alle basi intavolate da ad bourke (costa è peggio del peggio) e gaslamp killer. flying lotus però ce lo perdiamo, per via dell'aula magna e le telepathe.
c'è da dire una cosa preliminare sull'aula magna e sulla scelta di alcuni artisti: c'è gente che deve limitarsi allo studio e NON fare live. le telepathe rientrano nel novero. altri, ma breve nota a parte dopo, sono i salem. forse le telepathe facevano cacare -con la "c", siamo a roma- indipendentemente da.
anche perché: l'aula magna soffre di un'acustica sì eccellente ma dalle frequenze basse troppo accentuate, col risultato che tutto (cfr. salem, telepathe, il giro raster-noton) viene mangiato da quelle frequenze. e lo stomaco ne risente.
comunque, telepathe: pollice verso.
frattanto, nel salone: i moderat, ovvero apparat e i modeselektor, ce li sentiamo tutti e, a conti fatti, saranno una delle meglio cose sentite della serata. per una serata in cui il livello è stato molto basso. c'è gente che deve imparare a scrivere, perché non puoi costruire dei brani che tirano tirano tirano la tensione, arrivano quasi al punto di deflagrazione, senza poi sganciare alcunché. che è poi la cifra distintiva del trio. e la sensazione da coito interrotto pervade l'intero set. ridateci "orchestra of bubbles".
kenny larkin: in un salone preso d'assalto dalla fattanza coatta, ho il mio momento di gioia quando sgancia "french kiss" di lil' louis. cioé alla fine del set, saluti a tutti.
timo maas: non pervenuto. forse pervenuto, ma non ricordo. il che.
siccome la cultura io credo nella cultura e credo nell'avanguardia e nella ricerca, convinco mm3: la raster-noton ci risolleverà la serata. l'aula magna è piena del circuito arty romano, dice mm3. siamo i più giovani in sala.
atomtm: gioca con una scatola. sullo schermo proiettano visual e l'output video della scatola dell'omino sul palco, scatola che è una sorta di sequencer e campionatore che opera live e con cui l'omino sul palco costruisce il set. in sintesi lavora tutto sull'addizione e sulla saturazione del suono, in sala, e della noia, la nostra.
ah ma, vedrai: byetone invece. invece no. o meglio. credo che su disco non funzioni male, come molte cose della R-N (bretschneider, per esempio, ha fatto un ottimo disco del 2007, "rhythm"; per non parlare dei lavori di coh, ivi compreso quello con cosey fan tutte...), ma dal vivo l'effetto sul corpo è ai limiti dell'intollerabile. mm3 fugge dalla sala a un certo punto e io lo seguo.
in pratica fuggiamo con la coda tra le gambe: disdetta.
però la seconda serata, dai: si sapeva fosse meglio. mm3 si porta la fidanza. se la fidanza non si diverte lo molla, penso (so che non è così, fla', ma è funzionale al pathos della narrazione). la fidanza di mm3, se la merita, mm3. gli fa bene, a mm3. sì.
e quindi arriva hans-peter: lindstrøm, un set giocato come mi aspettavo (cosmic disco sopra ogni cosa), ma pesca solo dal proprio catalogo. sbrodola un po' all'inizio con almeno 3/5 di "where you go i go too" (il brano dal disco omonimo) ma poi si lancia tra classici e almeno un inedito dal prossimo L&PrinsThomas. su "i feel space" lacrimuccia. la gente si diverte. unica pecca, non sa costruire un set dance come si deve, ché spesso i momenti sono morti.
now playing: suede, omonimo. 5 euro, libraccio. io non ho quasi nulla di britpop o new wave of the new wave e ora mi ricordo perché.
mai però come laurent: garnier, che porta sul palco altri sei elementi tra fiati e tastieristi per darsi alla jam creativa, lui alle basi, gli altri all'improvvisazione (controllata, credo proprio); testa i pezzi dall'imminente nuovo album, che pare un patchwork di generi - riesuma il canone drum'n'b bass pure lui. ogni tanto spezza con delle pause. il pubblico comunque è adorante, divertente lo è, più goduria finale con "the man with the red face" e sax dal vivo. gioia.
ah, in terrazza c'è: il reggaton. buraka som sistema, radioclit e altri che non riuscirò mai a digerire, né a giustificarne il successo. a meno di non pensare che chi nel '9x riempiva i corsi di bachata si sia dato a questa forma edulcorata di mmmmerda nel '0x. meglio gli aventura, lo dico sul serio.
io e mm3 ci dividiamo, perché: io vado a sentirmi "a critical mass", ovvero la jam a tre di appunto âme schwarz dixon. mm3 si dirige in prossimità dell'aula magna, in attesa dei salem. appuntamento alle 3.00 al bar, succede quel che succede.
ah, prima, in aula: magna ci vediamo mezz'ora di micachu and the shapes. altra band che dal vivo rende poco. o forse sono i pezzi un po' troppo arty. la fidanza di mm3 apprezza, però. io in parte. forse è il taglio di micachu che mi piace.
invece, âme schwarz dixon sono: una certezza, il set è strutturato al meglio, loro sì che sanno il significato della parola bilanciare. attorno a me vedo la gente farsi di ogni cosa. assisto ad abbordaggi pessimi e a canotte improbabili. viva gli erasmus invece. qualche subumano urla "ridatece i soldi!". fischi ai primi minuti di incertezze ambient. il ciccione colla maglietta dei kraftwerk applaude. io sto col ciccione e gli sorrido, inutilmente.
ma sono le 3.00: ci incontriamo al bar. si va a sentire i salem.
ahi ahi ahi, i salem: sono in tre! (i primi tre contatti del loro space sono loro). pose da CoumTransmission/TG, fumano in sala, scolano superalcolico, mimano un paio di amplessi, la sensazione che sia tutto registrato. si ha l'impressione che dal vivo non abbiano mai fatto nulla, l'imbarazzo per lo spettacolino che inscenano è palpabile, nonostante cerchino di nasconderlo dietro pose da dementi. il "water" EP è presentato quasi tutto, solo che devi riconoscerlo in mezzo alla distorsione dei volumi esagerati: le voci spariscono e ogni suono, che nella versione da studio è sempre giocato al limite con ciò che lo circonda, si perde nel rumore. il mentore dei tre scimmiotta gli entusiasmi del pubblico. americani. ci prendono per il culo, è evidente. non abbiamo il coraggio di salire sul palco e insultarli, come vorrebbero e dovremmo. la sensazione è la medesima di quando si subisce un furto. io resto deluso, mm3 non so. in un certo senso però siamo divertiti. e comunque i tre sono dei sociopatici.
(una volta: a milano riascolto i brani e riesco a ritrovarne il senso e ciò che me li aveva fatti piacere).
tipo alle quattro e mezza si va: kevorkian è in sala, ma kevorkian, dai, andiamo, chi vuole sentirlo alle quattro e mezza del mattino?
l'anno prossimo: si rifa :)
***
claim della tre giorni: il futuro è minerale.
grazie ancora a: flavio (l'uomo che mi ha spiegato ballard come nessuno mai) e a anna (il migliore accento yankee da anni). yo.
[chiude il virgin megastore di Times Square a NY]
Sigh… So it has...
– OUTSIDE BROADCAST: Sigh…
la nicchia, si sa, su internet vende. ma nel passaggio da internet alla strada? pare di sì (darei carte false per avere negozi del genere other music in italia, in cui entrare e spulciare tra cd e vinili e non, come purtroppo mi capita oramai da anni, tra pagine e...
maximal festival - 13 giugno, milano →
a parte la vaccata dell’ingresso VIP, i 50 euro di ingresso per l’unica serata ci salveranno dalla marea di cazzoni che infestano ogni cosa venga fatta agli east end studios, qui a milano?
http://moviesinframes.tumblr.com/
l’idea non è affatto male. peccato che 3 dei 4 frame di ciascun post siano scelti a caso [mmm, vediamo… uno all’inizio, uno alla fine, torniamo indietro col rewind, uhmmm, bello sto primo piano, ecco. ah, un abbraccio, che scena significativa]. il che giustificherebbe anche la compulsione nel postare venti film al giorno. peccato.
Il Divo — Italian director Paolo Sorrentino’s devastating film about Italy’s...
– Five Reasons Why Paolo Sorrentino Will Save World Cinema — Vulture — Entertainment & Culture Blog — New York Magazine
mmm, very corrupt? e lo dicono così, placidamente?
[articolo via kekkoz]