Gennaio 26, 2012
sul concetto di volto nel figlio di dio

L’annuncio del sacerdote: «Vado in ritiro». Poi la scoperta: era sulla Costa Concordia. Prete di Besana Brianza smascherato da un post della nipote su Facebook. Stupita l’intera comunità.

Gennaio 22, 2012

robert mankoff per il new yorker del 23 gennaio 2012.

come lo capisco!

robert mankoff per il new yorker del 23 gennaio 2012.

come lo capisco!

Gennaio 19, 2012
Il paradiso dei cloni

bello!

(Fonte: lecopertine)

Gennaio 15, 2012
sto sottolineando sul manuale del liceo. dimmi tu se questo non è un fallimento.
me stesso, rivolto alla coinquilina.
Gennaio 13, 2012
Addio alla 'Legge Levi'?

L’ultima bozza del decreto sulle liberalizzazioni presentata dal Governo Monti nei giorni scorsi (riportata oggi dal quotidiano on-line leggi oggi e ripresa dall’avv. marco scialdone) all’art. 2, c° 1 – titolato libertà di praticare sconti – prevede che:

fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145 e al decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146, in materia di pratiche commerciali scorrette e di pubblicità ingannevole e comparativa, gli articoli 2 e 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287 e gli art. 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, ogni impresa che svolga attività commerciale anche al dettaglio, in qualunque settore merceologico, può decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l’entità delle riduzioni.

potrebbe essere questo il colpo deciso per l’abrogazione della legge levi (la c.d. norma Anti-Amazon) approvata in maniera definitiva dal Senato il 20 luglio e operativa dal 1° settembre 2011. Come vi ricorderete questa norma prevede un limite del 15% su eventuali sconti sul prezzo dei libri (anche on-line). Qui potete trovare l’intervista che KindleItalia.com aveva realizzato all’On. Ricardo Franco Levi (PD).

[via kindleitalia]

Gennaio 12, 2012

ma perché la gente su amazon.it non capisce che non sta dando un voto alla spedizione o al venditore, bensì al prodotto che starebbe recensendo?

Gennaio 11, 2012

ogni mese si accresce l’elenco delle parole che non riesco a tollerare; è proprio una fuga, quella messa in atto dalla mia sensibilità e dal mio raziocinare, come lumaca ritrae antenne. si cita moretti e si dice - si abusa del - «le parole sono importanti»; capiamoci: non perché ci siano delle parole più corrette di altre a seconda del contesto, ma perché le parole non sono che il prodotto del parlante, sono espressione di una sua qualità interna - morale, mentale, percettiva, eccetera. e dunque, a parola sgradevole, a espressione sgradevole, si accompagna una persona che, per qualche tratto della sua personalità, mi risulta spiacevole; come i dettagli per cui si dice peccato però, finiti in una buona foto, che si mangiano tutta l’inquadratura, rendendo la foto brutta, e inavvicinabile.

[comunque, la parola del momento è “prezioso”, specie in locuzioni quali “libro prezioso, riflessione preziosa, suggerimento prezioso”. finisce spesso in bocca a femmine trenta[*]/quaranta, che fanno del “noi donne” una questione vitale, di quelle in coda allo spazio oberdan - la virgi, la cami, la ludo -, con un’idea della sessualità criptocattolica, e che il maschio e la femmina nati uguali sono, ma poi pretendono, parlandone all’ape con le amiche bene: il messaggino il giorno dopo la scopata è d’obbligo. donne come questa, insomma].

[*] a latere: generalmente le trentenni sono figlie di queste signore.

Gennaio 11, 2012

bruce eric kaplan per il new yorker del 16 gennaio 2012.

bruce eric kaplan per il new yorker del 16 gennaio 2012.

Gennaio 10, 2012
mai come in questi giorni, la comprensione filosofica - legare  diversi lembi di terra, rendendoli consistenti e percorribili senza  asperità - si rivela la più classica delle coperte troppo corte, dove mi  resta sempre fuori un quartiere, un isolato, o quella strada dove sei  passato già troppe volte.

mai come in questi giorni, la comprensione filosofica - legare diversi lembi di terra, rendendoli consistenti e percorribili senza asperità - si rivela la più classica delle coperte troppo corte, dove mi resta sempre fuori un quartiere, un isolato, o quella strada dove sei passato già troppe volte.

Dicembre 30, 2011

leugenio > 2013

a proposito di ballard.
a margine: ho appena deciso di svuotare il portacd caselogic, glorioso reperto di quando mi è capitato di mettere dischi, stanco di aprire un jewel case per sentire quel pezzo e trovarlo vuoto. ma per fare questo devo prima trovare i jewel case relativi ai cd contenuti nel valigiotto. il che significa quindi risistemare completamente l’ordine alfabetico, saltato nel trasferimento da una stanza all’altra di casa. morale: i primi del 2012 li passerò dicendo cose come:
come facevo ad ascoltare ‘sta roba? (rassegna degli errori di gioventù);
[lamentando una generale vacuità del collezionismo] tanto siamo tutti destinati a morire, [ovvero], e se a mio figlio di ‘sta roba non fregherà un cazzo?;
questo disco l’avrò ascoltato mezza volta… [si sa che a un certo punto imprecisato si è smesso di ascoltare dischi e si è iniziato ad accumularli in attesa di un futuro in cui, solo allora, si avrà il tempo per farlo];
ma secondo te è meglio che li disponga per cognome oppure per nome, gli artisti? [tentativi vari di coinvolgere la coinquilina per farsi dare una mano, tentativi miseramente destinati al fallimento];
ma dovevo proprio farlo ORA? [questo succederà al sesto panno swiffer gettato, perché ovviamente la ricatalogazione prevede anche spolveratina d’ordinanza];
certo che ci vorrebbe un altro benno qui… [lamentela volta a far apparire dal nulla un benno per far piazza pulita dei cd rimasti sulle billy];
oooh, ma tu guarda, ne ho due copie [i doppioni - in genere ristampe - sono già conservati in una scatola destinata ai regali, ma sai mai].

leugenio > 2013

a proposito di ballard.

a margine: ho appena deciso di svuotare il portacd caselogic, glorioso reperto di quando mi è capitato di mettere dischi, stanco di aprire un jewel case per sentire quel pezzo e trovarlo vuoto. ma per fare questo devo prima trovare i jewel case relativi ai cd contenuti nel valigiotto. il che significa quindi risistemare completamente l’ordine alfabetico, saltato nel trasferimento da una stanza all’altra di casa. morale: i primi del 2012 li passerò dicendo cose come:

  • come facevo ad ascoltare ‘sta roba? (rassegna degli errori di gioventù);
  • [lamentando una generale vacuità del collezionismo] tanto siamo tutti destinati a morire, [ovvero], e se a mio figlio di ‘sta roba non fregherà un cazzo?;
  • questo disco l’avrò ascoltato mezza volta… [si sa che a un certo punto imprecisato si è smesso di ascoltare dischi e si è iniziato ad accumularli in attesa di un futuro in cui, solo allora, si avrà il tempo per farlo];
  • ma secondo te è meglio che li disponga per cognome oppure per nome, gli artisti? [tentativi vari di coinvolgere la coinquilina per farsi dare una mano, tentativi miseramente destinati al fallimento];
  • ma dovevo proprio farlo ORA? [questo succederà al sesto panno swiffer gettato, perché ovviamente la ricatalogazione prevede anche spolveratina d’ordinanza];
  • certo che ci vorrebbe un altro benno qui… [lamentela volta a far apparire dal nulla un benno per far piazza pulita dei cd rimasti sulle billy];
  • oooh, ma tu guarda, ne ho due copie [i doppioni - in genere ristampe - sono già conservati in una scatola destinata ai regali, ma sai mai].

Dicembre 29, 2011

ho letto or ora l’introduzione di reynolds a retromania (a proposito, quelli di isbn stanno facendo copertine sempre peggiori…) e in effetti ora capisco quanto dicesse aleph nei commenti al post “su” ballard. in questi ultimi mesi, forse per via della partecipazione a ‘sto seminario permanente di estetica sulla memoria (grazie al cielo, NON si è parlato di auschwitz, se non un intervento trascurabilissimo di uno studente che ha strapazzato anche deleuze), mi sono chiesto a lungo quanto la memoria influisse sul gusto, quanto fosse necessario dimenticare - avere la mente sgombra - per poter creare novità: pensiamo al funes di borges… insomma, mi sono chiesto cose abbastanza ovvie e quindi ringrazio ancora una volta voi che pagate le tasse e il mio stipendio.

forse non è così marginale l’essere oggi in possesso di strumenti atti alla memorizzazione infinita; di più: che la nostra memoria “cerebrale” stia sempre di più abdicando alla memoria “di massa” (in entrambi i sensi della parola “di massa”: supporto digitale e memorizzazione collettiva in rete), un piano unico su cui ora si confondono due gesti un tempo distinti, il reperimento di informazioni e l’archiviazione delle stesse. quanto questo piano unico non si confonde e produce un unico gusto del tutto? un gusto del tutto è, e risiamo nuovamente al problema del “troppo pieno”, un gusto del nulla, tenendo presente che il gusto deve essere espressione di preferenza. non ci sono più nicchie in cui rifugiarsi, come era all’incirca quattro, cinque anni fa (dalla nicchia alla nicchia globale; povera sublime frequencies…).

mah…

per chi ha già letto il libro di reynolds: ce l’ha un’idea in proposito? c’è un abbozzo di risposta al problema o si “limita” alla disamina dello status quo?

[a latere dico: ho iniziato ad ascoltare un po’ di pezzi dagli album segnalati nelle varie classifiche; tra le cose più interessanti mi sembra il disco dei di morphosis che, guarda te, la delsin ha messo nei saldi di fine anno, perlomeno in edizione cd. in vinile dovrebbe essere uscito da poco (notizia riservata a chi ha comprato da poco un piatto… e vorrei anche sapere cosa hai acquistato, mio caro tu-sai-chi: tutto il catalogo della olde english, vero? ma è morta, come label, oltretutto? è tutto bloccato da un po’…). comunque, dicevo: eccovi un pezzo da questo disco, il cui refrain «we’ve really gone too far» ci fa un po’ da monito].

Dicembre 26, 2011

comunque, a margine della notizia precedente, devo segnalare lo sconforto che mi ha preso in questo periodo, dando un occhio alle classifiche musicali di fine anno: da blow up, comprato per l’occasione dopo almeno tre anni di astinenza (e scopro che non danno più voti ai dischi), a fact magazine, passando per resident advisor e pitchfork, la conclusione è: sono completamente fuori dal giro. miserie della vita.

Dicembre 26, 2011
Porter Ricks reissue "Biokinetics" on Type Records (metà febbraio).

fu il primo della serie dei “cd inscatolati” della chain reaction, figlia della basic channel, serie che tanto dispensa falle alla mia discoteca. segnalo a margine la ristampa di due anni fa dei primi tre album di thomas köner, metà porter ricks, sempre ad opera dalla type recordings.

Dicembre 25, 2011
pippo baudo, PIPPO BAUDO!

e il prossimo a “dire una cosa di civiltà” chi sarà? io sono indeciso tra gattuso e wendy windham.

- buon natale a tutti.

Dicembre 21, 2011
"Search With Google" Using Chrome on OSX

[via rentzsch]

finalmente! un utile script per cercare su google via menu contestuale su OSX se non usate Safari come browser di default.